Tecnico manutentore per climatizzatori

Per quanto sia semplice nel suo funzionamento, il climatizzatore non è un semplice elettrodomestico in cui basta inserire la spina per poter funzionare. Necessita infatti di un’istallazione da parte di un’azienda che possieda le giuste caratteristiche e di un tecnico manutentore per climatizzatori qualificato che ne verifichi il funzionamento nel corso del tempo. Il condizionatore è infatti un apparecchio elettromeccanico e pertanto la garanzia del suo ottimale funzionamento non viene semplicemente data dall’acquisto di un buon modello, ma anche da come viene utilizzato e dalla manutenzione che viene effettuata. Ciò vuol dire che intervenire su di esso senza la necessaria perizia ed esperienza può rivelarsi molto dannoso. Un filo scoperto o uno sbalzo di temperatura, possono pertanto danneggiare l’intero impianto e rovinare per sempre il nostro acquisto. Ecco perchè è importante rivolgersi ad un tecnico manutentore per climatizzatori.

Tecnico manutentore per climatizzatori: requisiti e costi

Seppure, come abbiamo detto, affinché il nostro impianto funzioni nel tempo vi è la necessità di un tecnico manutentore per climatizzatori, è importante ricordare che non tutti coloro che si spacciano per tali in verità lo sono. Molti sono gli installatori improvvisati e senza nessun titolo, taluni coperti da negozianti senza nessuna esperienza del settore, che arrivano ad operare sulle nostre macchine senza sapere quanto sia importante realizzare un buon impianto e soprattutto come intervenire in caso di problemi. Per questo è importante che, i caso di malfunzionamento, vi affidiate ad un tecnico manutentore per climatizzatori che possieda determinati requisiti:

  1. lettera C della Nuova 46/90 (Decreto 22 gennaio 2007) Camera Commercio;
  2. Certificazione aziendale e personale secondo il DPR N.43 del 27gennaio 2012 F-gas con iscrizione al Registro Telematico Nazionale delle persone e delle imprese certificate.

Questi due punti sono infatti necessari affinché il tecnico manutentore per climatizzatori possa rilasciare al cliente la Dichiarazione di conformità dell’impianto di climatizzazione realizzato.

Gli interventi di manutenzione di un condizionatore non sono costosi, per cui effettuarli ogni anno garantisce il corretto funzionamento dell’impianto nel tempo. Inoltre se si è attenti ad effettuare una manutenzione ordinaria annuale e ci si rivolge sempre ad un tecnico manutentore per climatizzatori  qualificato, le spese per  la pulizia dei filtri e della batteria delle unità interne, per esempio, si aggira intorno agli  80-100 euro con riduzioni per coloro che seguono più interventi. Al contrario, sempre facendo una stima di massima, una manutenzione straordinaria come il controllo del gas refrigerante o il lavaggio batteria esterna, si aggira intorno alle 130 euro, con sconti e riduzioni per chi esegue gli interventi su più unità.

Impianti di climatizzazione industriale

Gli impianti di climatizzazione industriale sono differenti dai sistemi che solitamente si adottano per locali più piccoli o per le abitazioni. La climatizzazione dei locali industriali, infatti, comporta un’accurata analisi dell’ambiente da climatizzare e l’utilizzo di tecnologie più avanzate per una gestione ottimale sia degli spazi che dei consumi. Per questo motivo è importante, quando si parla di impianti di climatizzazione industriale, rivolgersi a personale qualificato che possa procedere con attenzione in ogni fase del lavoro: dalla progettazione all’installazione. Dal collaudo all’assistenza post lavoro.

Impianti di climatizzazione industriale: cosa li rende diversi

A diversificare maggiormente gli impianti delle abitazioni o degli uffici, dagli impianti di climatizzazione industriale, è innanzitutto la superficie dell’ambiente da coprire.

I tradizionali sistemi di riscaldamento ad aria sono caratterizzati da forte stratificazione, che va, cioè, a generare, fasce di aria calda e fredda in moto orizzontale, all’interno dell’ambiente scelto.Tale stratificazione aumenta con l’altezza del locale e con la temperatura che viene programmata. La spiegazione di questo fenomeno è semplice: la stratificazione avviene per la minor densità dell’aria calda rispetto all’aria fredda, innescando un moto convettivo che determina il posizionamento dell’aria calda verso l’alto e dell’aria fredda verso il basso. Il risultato ottenuto è quindi che nella zona occupata dalle persone il comfort non può  essere garantito mentre si riscaldano le zone non occupate, con gravi perdite di energia.

Sulla base di ciò, recenti studi hanno cercato di porre un freno agli impianti di climatizzazione industriale classici dove l’effetto di stratificazione era peggiorato dall’elevata temperatura del fluido termovettore e dalla posizione alta degli apparecchi.

Alla base delle possibili soluzioni per ridurre simile disagio c’è la condizione di abbassare la temperatura del fluido ai minimi possibili e, conseguentemente, installare l’impianto nella zona di lavoro ad un’altezza più consona.

Alcuni hanno pensato di apportare miglioramenti agli impianti di climatizzazione industriale posizionando gli elementi di ventilazione in basso, all’interno della zona di benessere, contribuendo a tagliare l’effetto di stratificazione in modo da risultare in gran parte ridotto.

In questo modo l’aria fredda, in modalità raffreddamento del sistema, viene inviata verso il  basso, in direzione del pavimento, distribuendosi in maniera uniforme su tutta la superficie e garantendo una temperatura sempre costante all’interno degli ambienti.

Inoltre, grazie ad una simile soluzione, nella stagione estiva non si riscontra la stratificazione, garantendo nella zona di lavoro una temperatura dell’aria bassa ed un comfort ideale.

 

Impianti di riscaldamento: come scegliere

Le tipologie presenti sul mercato di impianti di riscaldamento sono varie, la maggior parte valide in termini di qualità ed efficienza energetica, talune migliori di altre forse, ma comunque tutte con i propri pregi ed i propri difetti. Ed allora,nel vasto mercato degli impianti di riscaldamento come scegliere il migliore?

Innanzitutto non pensato in termini “assoluti” ma ricordando che ogni impianto di riscaldamento ha le proprie migliori performance all’interno di un dato ambiente. Infatti per scegliere la tipologia migliore va considerato innanzitutto l’ambiente in cui va collocato, la grandezza del locale e la posizione dello stesso.Ma anche l’arredamento dei locali così come l’effettivo lavoro che vogliamo apportare per collocare gli impianti di riscaldamento.

Facciamo qualche esempio pratico.

Romantico e pieno di fascino è senza alcun dubbio il caminetto. Dalle linee in grado di conformarsi a quasi tutti i tipi di abitazioni e,di conseguenza,di arredamento,questa scelta fra gli impianti di riscaldamento, è possibile quando si ha un’ambiente in via di ristrutturazione e che, pertanto, permette modifiche strutturali. Inoltre è possibile all’interno di ambienti piuttosto ampli, che ne valorizzino la presenza e non lo “schiaccino” portandolo quasi a sparire. Va però ricordato che il caminetto, da solo, permette di riscaldare unicamente l’ambiente in cui è posto. Per questo molti consigliano il termocamino, che sfrutta l’energia termica di recupero per riscaldare l’acqua di alimentazione dell’impianto di riscaldamento per tutta l’abitazione.

Innovativo ed ecologico, sicuramente il più gettonato nelle nuove costruzioni fra gli impianti di riscaldamento, è quello a pavimento, poiché è in grado di assicurare un notevole risparmio energetico, che può essere facilmente associato all’utilizzo di fonti alternative di alimentazione. Inoltre, caratteristica peculiare di questa tipologia di impianto di riscaldamento, è quella di propagare il calore per irraggiamento, garantendo la presenza di una temperatura costante in tutta la casa. Senza dimenticare l’enorme vantaggio di avere pareti libere da  poter arredare.

Fra gli impianti di riscaldamento alternativi, rispetto alla soluzione a pavimento, ci sono quelli a parete o battiscopa. Adatti soprattutto a quanti abbiamo necessità di un lavoro meno invasivo nei propri ambienti,questa tipologia di riscaldamento si basa sullo stesso principio di propagazione mediante irraggiamento, ma è un po’ più vincolante per quanto riguarda la posizione di eventuali mobili sulle pareti. Il sistema a battiscopa è più economico rispetto ad un impianto a pavimento, ma allo stesso modo, presenta maggiori vincoli in termini di arredamento da adottare.

Per quanti,al contrario, abbiano bisogno di ridurre al minimo le opere di ristrutturazione all’interno delle abitazioni, consigliamo come sistemi di riscaldamento le caldaie a condensazione o le pompe di calore. Le prime, piuttosto efficienti ed in grado di recuperare calore dalla condensazione dei fumi di scarico, sono sistemi molto adatti a una utenza domestica. Le seconde, specialmente quelle ad aria, offrono notevoli risparmi energetici se utilizzati in zone dove la temperatura esterna non è mai troppo rigida. In questo caso si consiglia l’utilizzo di stufe a pellet che utilizza, seguendo la falsalinea del più classico caminetto, il pellet come combustibile. Bruciandolo produce calore che propaga nell’aria per mezzo di bocchettoni e consente allo stesso tempo,se richiesto, il riscaldamento mediante termosifoni, all’interno dell’abitazione.

Efficienza energetica degli impianti

L’importanza della manutenzione degli impianti è un argomento di cui abbiamo spesso parlato, ma non ci siamo mai soffermati su quella che è l’efficienza energetica degli impianti e come può aiutarci a vivere meglio. La manutenzione e i controlli dell’efficienza energetica, infatti, seguono tempistiche indipendenti, indicate dai produttori, e sono, pertanto operazioni che vanno eseguite parallelamente.Infine il controllo degli impianti termici ha il duplice scopo di: garantire una maggiore sicurezza del luogo in cui è istallato e mantenere efficiente l’impianto per limitarne i costi di gestione.

Efficienza Energetica degli impianti:chi

Innanzitutto è bene premettere che questo tipo di controllo, compresa la redazione del Rapporto di controllo, è obbligatorio per legge, pertanto non può essere evitato, diversamente dalla semplice pulizia dei filtri, inoltre, se ne deve occupare il responsabile dell’impianto e devono essere eseguite da imprese abilitate (DMSE 22 gennaio 2008, n. 37).

Al termine delle operazioni di controllo viene redatto un Rapporto di controllo di efficienza energetica degli impianti, in tre copie divise fra:

  1. Chi effettua la manutenzione;
  2. Il responsabile dell’impianto che la allega al libretto di impianti
  3. Il manutentore all’Autorità Competente per le ispezioni (nei comuni con più di 40.000 abitanti)

Efficienza Energetica degli impianti: perchè

Il controllo dell’efficienza energetica degli impianti deve essere effettuato per la climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale superiore a 10 kW e gli impianti per la climatizzazione estiva e pompe di calore di potenza termica utile nominale superiore a 12 kW

Secondo l’Enea, l’ente preposto per l’energia elettrica e l’efficienza energetica degli impianti, durante il funzionamento dell’impianto di climatizzazione invernale, la media delle temperature nei singoli ambienti riscaldati non deve superare i 18°C più 2°C di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili e i 20 °C più 2 °C di tolleranza per tutti gli altri edifici.

Durante il funzionamento dell’impianto di climatizzazione estiva, la media delle temperature nei singoli ambienti che vengono rinfrescati non deve essere minore di 26 °C meno 2 °C di tolleranza per tutti gli edifici.

Sulla base di ciò, la stessa Enea, consiglia tuttavia di mantenere una temperatura interna nei periodi invernali di circa 18-19°, per consentire una maggiore efficienza energetica degli impianti ed un minore consumo di circa 5  10% per ogni grado in meno. Inoltre è consigliabile non superare i 5°C di differenza tra la temperatura esterna e quella interna, e tutelare la temperatura interna con buone norme di vita come per esempio evitare la dispersione di calore verso l’esterno chiudendo la notte le finestre con tapparelle o pesanti tendaggi oppure

Per tutelare l’efficienza energetica degli impianti, inoltre, sono state elaborate 6 zone climatiche, all’interno delle quali è possibile l’accensione degli impianti termici destinati alla climatizzazione invernale . Partendo dal Sud dell’Italia, via via verso le zone del Nord più montuose,abbiamo: Zona A: ore 6 giornaliere dal 1° dicembre al 15 marzo;  Zona B: ore 8 giornaliere dal 1° dicembre al 31 marzo;  Zona C: ore 10 giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo; Zona D: ore 12 giornaliere dal 1° novembre al 15 aprile;  Zona E: ore 14 giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile; Zona F: nessuna limitazione

Impianto termico

La normativa che disciplina un impianto termico, i suoi controlli ed il libretto dell’impianto stesso che ne certifichi il corretto uso e manutenzione, sono stati nel corso del tempo rivisitati ed ampliati, per fornire una sempre maggiore sicurezza a chi usufruisce di tali sistemi.
Ma cosa si intende di preciso per impianto termico? E quali sono gli interventi di manutenzione e controllo necessari affinché si possa garantire la sicurezza a chi ne fa utilizzo?

Cos’è un libretto di impianto termico?

Iniziamo con il rispondere un poco alla volta a queste domande.
Innanzitutto, si considera impianto termico un sistema tecnico funzionalmente completo, realizzato per consentire l’erogazione di uno specifico servizio energetico di climatizzazione invernale con o senza produzione di acqua calda sanitaria, di climatizzazione estiva, o di sola produzione di acqua calda sanitaria.
La definizione di impianto termico comprende anche l’insieme di più elementi predisposti al riscaldamento e/o condizionamento, indipendenti tra loro ” la cui somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW”.
La normativa prevede anche che, il responsabile di tale impianto termico, che sia l’occupante, in caso di singole unità immobiliari residenziali; il proprietario, in caso di singole unità immobiliari residenziali non locate; l’amministratore, in caso di edifici dotati di impianti termici centralizzati amministrati in condominio; il proprietario o l’amministratore delegato in caso di edifici di proprietà di soggetti diversi dalle persone fisiche; si occupi periodicamente di far verificare l’efficienza dell’impianto termico e di farne attestare la manutenzione.
È stato quindi introdotto, a tal scopo, il libretto di manutenzione, per ogni impianto termico con potenza nominale superiore o uguale a 35 kW , che, nel corso degli ultimi mesi è stato integrato con il “Rapporto di efficienza energetica”. Vale a dire la compilazione di un documento che si affianchi al libretto, da redigere in occasione degli interventi di manutenzione e di controllo sugli apparecchi di climatizzazione invernale di potenza utile nominale maggiore di 10KW e di climatizzazione estiva di potenza utile nominale maggiore di 12 KW con o senza produzione di acqua calda sanitaria.
Tale libretto va conservato nell’edificio o nell’unità immobiliare interessata e deve essere compilato con verifiche periodiche dell’impianto, dal responsabile dell’esercizio e della manutenzione.
Per ogni impianto termico trovato sprovvisto di tale libretto, la sanzione amministrativa varia da 516 a 2.582 euro e viene colpito il responsabile dell’’esercizio e della manutenzione dell’’impianto che non redige, o redige in modo incompleto, o non trasmette all’autorità competente il documento con l’indicazione delle manutenzioni. La stessa sanzione è prevista nel caso in cui venga mantenuto in esercizio un impianto termico non conforme.

Climatizzatori Mitsubishi: assistenza tecnica Roma

Conosciuti sul mercato di tutto il mondo, i climatizzatori Mitsubishi hanno sviluppato nel corso degli anni soluzioni sempre tecnologicamente più avanzate per poter garantire ai propri clienti il massimo confort all’interno di aree aziendali o private. Grazie ai climatizzatori Mitsubishi, infatti, la qualità dell’aria in ogni ambiente può divenire migliore e renderlo più confortevole e vivibile.

Questo perchè un simile prodotto è progettato con estrema cura in ogni minimo dettaglio, scegliendo solo materiali duraturi nel tempo e tecnologicamente avanzati. Inoltre i prodotti sono studiati per garantire il massimo rapporto tra consumi e performance, massimizzando i risultati al minimo dei costi.

Oltre, all’ottima qualità dei prodotti in sé, i climatizzatori Mitsubishi sono sempre accompagnati da un’ ottima progettazione dell’impianto, che tiene presente le esigenze del cliente e l’ambiente in cui le macchine andranno istallate; così come di una assistenza tecnica nell’utilizzo post acquisto, sia per guasti o malfunzionamenti, sia per problemi di installazione del prodotto, dell’unità esterna o di altre componenti.

Climatizzatori Mitsubishi: assistenza tecnica Roma

Forti di una presenza sul mercato pluriennale,Clima Project Service è un punto di riferimento per i prodotti di qualità, offrendo per i climatizzatori Mitsubishi l’assistenza tecnica a Roma, riparazione e  vendita, in modo professionale e scrupoloso.

Attraverso l’impiego di tecnici qualificati, con esperienza decennale, sarà possibile fornire al cliente che già si affida alla qualità dei climatizzatori Mitsubishi, un’altrettanto importante assistenza tecnica a Roma,  sia per gli interventi coperti dalla garanzia del produttore sia per quelli utili a mantenere l’efficienza dell’impianto nel tempo.

L’installazione e la manutenzione vengono,infatti, effettuate direttamente da Clima Project Service, certificata ISO 9001 e F-GAS, oltre che titolare del mandato per il servizio CST della Mitsubishi Elactric.

Fra i servizi che Clima Project Service offre, sia in ambienti domestici,sia per le grandi aziende, troviamo :

  • Interventi di riparazione in sede e a domicilio, gratuiti durante il periodo di garanzia
  • Vendita parti di ricambio
  • Servizio di manutenzione programmata
  • Sanificazione delle apparecchiature con prodotti ad azione antibatterica certificati
  • Verifica efficienza impianti di climatizzazione e areazione
  • Carica refrigerante – R22* rigenerato – R407 – R410
  • Ricerca perdite circuiti frigoriferi
  • Normativa F-GAS – Registro d’impianto conforme al D.P.R. 15 Febbraio 2006 n. 147 – Regolamento (CE) n. 842/2006, servizio di “persona di riferimento” e “operatore”
  • Adeguamento ATI CON. TE. – Libretto d’impianto conforme al D.P.R. 412/93 es.m.i. – D.P.R. 551/99 – D. lgs. 192/05 e D. lgs. 311/06 – D.P.R. 74/2013 – D.M. del 10/02/2014, rilascio del rapporto di controllo efficienza energetica e determinazione della tariffa per dichiarazione di avvenuta manutenzione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sanificazione dei condizionatori

L’utilizzo del condizionatore sta divenendo nella vita di molti un aiuto fondamentale, non solamente per affrontare le stagioni estive, ma anche, grazie alla tecnologia inverter, per poter sfruttare la pompa di calore e produrre aria calda per l’inverno.

La possibilità, quindi, di generare sia aria calda che aria fredda o deumidificare l’ambiente, comporta un maggiore utilizzo dell’apparecchio e quindi, da parte nostra, una maggiore attenzione nella pulizia dello stesso.

La normale manutenzione, infatti, non basta quando l’uso della macchina è così elevato ed è pertanto importante procedere con la sanificazione dei condizionatori.

Sanificazione dei condizionatori: quando e come

Per sanificazione dei condizionatori si intende una pulizia più accurata e meticolosa, che va ben oltre la semplice manutenzione ordinaria,divenuta obbligatoria per legge a partire dal 9 Aprile 2009 con un decreto che sancisce di eseguire tale operazione almeno ogni due anni, le stagioni migliore per effettuarla sono la primavera, quindi prima dell’arrivo del caldo estivo, e l’autunno, così da poter affrontare serenamente i mesi più freddi.

Il primo passo, per effettuare la sanificazione dei condizionatori, prevede la pulizia dell’unità esterna, successivamente, si deve passare ad un lavaggio accurato dei filtri dell’aria che dovranno essere asciugati in un ambiente pulito che ne eviti il contatto con agenti che possano nuovamente sporcarli. È importante, inoltre, in questo passaggio utilizzare sui filtri prodotti in grado di rimuovere funghi, muffe o batteri che possono essere poi rilasciati nell’aria con l’utilizzo del condizionatore. Infine è importante una pulizia profonda di tutte le canalizzazioni e le bocchette di emissione interne, in modo da eliminare definitivamente polveri ed eventuali altre particelle. Per la complessità e l’importanza della sanificazione dei condizionatori si consiglia quindi di rivolgersi per tali operazioni a ditte specializzate.

Sanificazione dei condizionatori: perché?

La sanificazione dei condizionatori non consente semplicemente un migliore utilizzo della macchina in termini di qualità e prestazioni, nel tempo, ma anche in termini di salute per gli abitanti della casa. Grazie infatti a questa operazione sarà possibile ridurre notevolmente il numero di batteri che si annidano all’interno dei filtri del condizionatore ripristinandone, in questo modo, la capacità di ripulire l’aria da polvere, pollini, smog e da tutte le altre particelle che possono causarci fastidi vari. Grazie alla sanificazione dei condizionatori, quindi, non avremo benefici solamente per il nostro portafoglio o per il clima nella nostra abitazione, ma anche per la nostra salute.

Climatizzatori Mitsubishi a Roma

Grazie ai suoi modelli studiati per donare il massimo confort nel rispetto ambientale, i climatizzatori Mitsubishi a Roma sono fra i più venduti.

Merito probabilmente della capacità di questo gruppo di ottimizzare la produzione, il marketing e la commercializzazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche di alta qualità e, per questo, competitive sul mercato.

O forse, dietro al successo dei climatizzatori Mitsubishi a Roma, c’è l’esperienza di una struttura organizzativa di altissimo livello in grado di garantire a tutti gli utilizzatori la massima accessibilità a sofisticati sistemi di climatizzazione Mitsubishi Electric, con la maggior assistenza pre e post vendita.

Semplicemente, quando si parla di climatizzatori Mitsubishi a Roma, si parla di qualità dell’aria, del design, delle offerte.

Climatizzatori Mitsubishi a Roma: l’aria

Il motivo per cui molti scelgono i climatizzatori Mitsubishi a Roma risiede non solo nella qualità del prodotto, ma anche nella capacità di rendere di qualità l’aria stessa che ci fa respirare. Il marchio giapponese, infatti, consente di affrontare la bassa qualità dell’aria in città, le improvvise variazioni climatiche e le escursioni termiche che incidono sul benessere delle persone andando a controllare la circolazione di aria pura e sana, priva di polveri, fumi, odori sgradevoli e agenti allergenici, mantenendo un’alta qualità dell’aria e un ottimo livello della temperatura ed umidità degli ambienti domestici e lavorativi.

Assicurando un clima ideale, i climatizzatori Mitsubishi a Roma permettono non solo un’eccellente qualità della salute del singolo ma soprattutto una migliore qualità della vita, attraverso una migliore qualità dell’aria.

Climatizzatori Mitsubishi a Roma: il design

La possibilità di respirare aria pulita, unita alla silenziosità di queste apparecchiature sono già uno sprono ad acquistare i climatizzatori Mitsubishi. Ma se questo non bastasse, non dimentichiamo ciò che dona a questo marchio la sua eccellenza: un design elegante ed eccellenti prestazioni.

I climatizzatori Mitsubishi,infatti, sono la soluzione ideale per tutti i tipi di arredi, assicurando il massimo risparmio in termini di spazio ed energia. Il loro design, in diverse colorazioni a seconda del modello scelto, è accuratamente pensato per fondersi in modo naturale in ogni ambiente di installazione. In questo modo il climatizzatore non diviene più un semplice elettrodomestico, ma un complemento d’arredo per la vostra casa.

Tra i vari tipi di climatizzatori Mitsubishi, scoprite climatizzatore Mitsubishi Mel Cloud, il climatizzatore invisibile Alasplit Mitsubishi e quello di design Kirigamine Zen.

Climatizzatore senza motore esterno

La volontà di istallare un climatizzatore fisso all’interno di una abitazione per poter affrontare sia la stagione invernale che quella estiva è ormai divenuta un’esigenza comune.

Di norma la scelta ricade sui modelli tradizionali che si compongono di due unità, quella interna e quella esterna.

Ma in alcune occasioni accade che la scelta di un climatizzatore senza motore esterno sia indotta da una serie di fattori che vincolano il soggetto.

Come per esempio l’assenza di un balcone all’interno della propria abitazione o di uno spazio aperto idoneo a ospitare la macchina. Oppure possono essere presenti vincoli legati all’edificio o alla facciata che ospiterebbe l’unità esterna, come il divieto dell’amministrazione condominiale a posizionare apparecchi sulla facciata dello stabile o, ancora, eventuali vincoli architettonici cui è sottoposto l’edificio.

Per questo la scelta di istallare un climatizzatore senza motore esterno, si sta rivelando sempre più diffusa.

Climatizzatore senza motore esterno: quali sono le differenze?

La prima grande differenza che si può notare in un climatizzatore senza motore esterno sta nella sua dimensione. La sua struttura infatti accorpa in un’unica macchina l’unità condensante e l’unità evaporante, occupando così, sulla parete, maggiore spazio.

Per tale motivo, nella scelta di utilizzare un climatizzatore senza motore esterno, ricade anche la volontà di scegliere un modello dal design moderno e lineare che ben si adatta a tutti i tipi di arredamento.

Prodotto con tecnologia sia on/off che inverter, di fatto un climatizzatore senza motore esterno permette di risparmiare fino al 30% rispetto ad un prodotto tradizionale.

La pompa di calore sostituisce il riscaldamento tradizionale nelle stagioni intermedie e se occorre lo potenzia.

Il suo unico svantaggio risiede nel rumore, leggermente più alto rispetto a quello di una macchina a due unità, poiché di fatto, il motore si trova all’interno dell’abitazione.

Istallare un climatizzatore senza motore esterno non comporta passaggi differenti da quelli tradizionali. Il posizionamento dell’unità a muro richiede comunque degli accorgimenti preliminari. I fori vanno praticati su pareti che si affaccino all’esterno, prive di cavi elettrici e tubazioni del gas, motivo per cui deve essere effettuato da personale competente che possieda le giuste strumentazioni, così da risultare il meno invasivo possibile per la facciata del palazzo.

Bisogna, come per ogni altra macchina, assicurarsi che il climatizzatore senza motore esterno sia sufficientemente lontano da elettrodomestici, arredamento e spazi in cui le persone sono solite trattenersi.

Ciò che si vedrà all’esterno dell’edificio saranno solo 2 griglie. Brevettato più di 10 anni fa, progettato e prodotto in Italia.

Come funziona un deumidificatore

L’eccessiva umidità nell’aria presente in una data abitazione può arrecare danno alle pareti, causando la presenza di una fastidiosa muffa che va a intaccare i nostri muri ma anche i nostri mobili, gli indumenti e gli accessori, lasciando così sgradevoli odori nell’aria e su di noi. Per ovviare a questo problema è possibile utilizzare un deumidificatore. Ne esistono di vari tipi tutti volti ad asportare l’acqua dall’interno di un dato ambiente e rendere l’aria più sana e respirabile.

Per poter scegliere quale sia più in linea con le nostre esigenze dobbiamo però innanzitutto capire come funziona un deumidificatore.

Iniziamo con il dire che per comprendere come funziona un deumidificatore dobbiamo tener conto di quando usarlo e per quanto tempo, poiché ciò inciderà non solo sulla qualità dell’aria respirata ma anche sui nostri costi. Iniziamo con il dire che è importante tener conto sia della grandezza della stanza sia del tasso di umidità in essa presente. E che, in uno stato ottimale, il tasso di umidità oscilla fra i il 40% e il 60%, quindi il tempo in cui il nostro apparecchio deve rimanere acceso è quello necessario per riportare la temperatura interna a questi parametri.

A questo punto analizziamo quanti tipi di deumidificatori esistono e vediamo ogni deumidificatore come funziona.

Come funziona un deumidificatore: deumidificatore a riscaldamento

Efficiente soprattutto nei periodi freddi, meno in primavera ed autunno, inutilizzabile in estate, il deumidificatore per riscaldamento ha queste peculiarità.

Ma vediamo nel dettaglio questo deumidificatore come funziona.

Andando ad innalzare la temperatura dell’aria presente in una stanza, esso va ad asciugarne l’eccesso di umidità, pertanto maggiore è la temperatura presente nella stanza, maggiore sarà l’efficienza del sistema. Nel caso di trattamento di muri umidi, comunque, la temperatura nella stanza non deve superare i 35°C poiché temperature più alte possono causare formazione di crepe e danneggiare i muri. Nel vedere il funzionamento di questo tipo di deumidificatore, dobbiamo però sottolineare che esso va sempre associato ad un adeguato ricambio d’aria della stanza onde evitare la formazione di vapore acqueo che,assorbito dalle parti più secche dei muri o del soffitto, può rovinarli.

Come funziona un deumidificatore: deumidificatore a condensazione

Per comprendere il funzionamento di quest’altro tipo di deumidificatore, dobbiamo partire dal presupposto che esso si compone di elementi quali: ventola di aspirazione, compressore, scambiatori di calore e vaso di espansione, poiché questo metodo mira ad estrarre l’umidità dall’aria raffreddandola sotto il punto di condensazione,  in modo da provocare la caduta dell’umidità attraverso l’evaporazione dell’acqua.

L’efficienza dei deumidificatori per condensazione dipende dalla temperatura e umidità della stanza e dal tipo di macchina, raggiungendo la sua massima prestazione  ad alte temperature.

La deumidificazione per condensazione è molto più efficiente ed economica rispetto alla deumidificazione per riscaldamento soprattutto grazie alla mancanza dell’obbligo di ricambio d’aria contenuta all’interno della stanza che consente una maggiore efficienza energetica.